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Il compositore Giovanni Battista Cossetti
Promotore della riforma musicale sacra

 Nell’ambito del progetto Musifon (Il patrimonio della Musica Sacra in Friuli tra Otto e Novecento), che vede partecipi l’Università degli Studi di Udine e il Conservatorio Statale di Musica "J. Tomadini" di Udine, è stato avviato il censimento e la digitalizzazione della Musica Sacra composta da autori regionali tra Otto e Novecento con lo scopo di riscoprire e valorizzare pagine poco note o dimenticate tramite la stesura di cataloghi tematici e la costruzione di un fondo di fotografie digitali per avere a disposizione materiali su cui impostare nuovi progetti di studio.
Nell’ambito del progetto, ha destato notevole interesse il compositore Giovanni Battista Cossetti (Tolmezzo, 21 novembre 1863 - Chions, 17 dicembre 1955).
Di modesta famiglia (il padre Gioacchino fu barbiere e la madre Marianna Grinovero, semplice contadina), fin dalla tenera età ebbe una particolare predisposizione e interesse per la musica e già nel 1885 divenne organista del Duomo di S. Martino in Tolmezzo e in seguito anche Maestro di Cappella.
Musicista molto produttivo, scrisse ben 523 composizioni (delle quali, 335 di carattere sacro), fu un importante promotore del movimento ceciliano di riforma della Musica Sacra in Friuli ed in particolare nella Carnia: nel 1891 venne nominato Promotore Regionale per la Riforma della Musica Sacra in Italia e nel 1892 divenne membro della Società Regionale Veneta di S. Gregorio.
La sua attività di compositore si rivolse anche alla musica profana: scrisse brani per banda (nel 1885 istituì la Banda Comunale tolmezzina che diresse fino al 1913) e orchestra, canti ginnastici e scolastico-educativi e alcuni brani in dialetto friulano.
Tra le composizioni più rilevanti si possono ricordare un Misere a 4 voci virili, una Messa a 2 voci miste in onore di Maria SS. Ausiliatrice, una Messa a 3 voci virili in onore di S. Ilario Martire Patrono della Carnia, l’operetta in tre atti Il sogno di Renato su testo di Mons. Giuseppe Ellero e il canto La plovisine su parole del poeta Pietro Zorutti.
A Tolmezzo operò anche come docente nella scuola serale di disegno e fu inoltre impegnato in campo sociale: fu consigliere dell’Ospedale, della Congregazione di Carità e nella Fabbriceria.
Nel 1903 sposò Maria Bearzi (da cui ebbe quattro figli) con la quale andò a risiedere a Chions nel 1907. Qui, ricevette in eredità, nel 1900, dal pordenonese Luigi Cossetti (cugino di secondo grado), 103 ettari di terreno assieme ad una villa padronale con annessa cappella. Considerata la nuova realtà benestante, il Cossetti poté dedicarsi a pieno all’attività di musico e compositore.
Con il parroco di questa cittadina, don Luigi Colaviti, collaborò all’istituzione di una Cassa Rurale, alla realizzazione dell’asilo infantile, alla fondazione di una nuova Schola Cantorum (simile a quella istituita a Tolmezzo assieme a don Giuseppe Dorigo) e infine alla realizzazione, nel 1908, di un nuovo organo (dalla ditta Zanin di Codroipo) nella chiesa di S. Giorgio.
Tra le sue attività, va ricordato anche come collaudatore d’organi dall’indiscussa autorità e competenza.
Nel corso degli anni fu onorato con importanti riconoscimenti: nel 1921 fu insignito del titolo di Cavaliere di S. Gregorio Magno da Papa Benedetto XV per meriti di musicista e promotore della riforma musicale sacra e nel 1935 gli fu conferita, dalla Curia vescovile di Portogruaro, una medaglia d’oro per meriti artistici.
Dagli anni ’30 mancano i dati e i documenti per una ricostruzione completa della sua ultima attività musicale. Si è a conoscenza però, grazie alla scrupolosa datazione delle sue composizioni, che continuò a comporre instancabilmente fino agli ultimi anni della sua vita (l’ultima composizione risale, infatti, al 20 giugno 1953).

Luca Canzian

 


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