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Provesano - Chiesa di S. Leonardo, la Crocifissione
Alla scoperta delle opere di Gianfrancesco da Tolmezzo

 Proponiamo la riscoperta di Gianfrancesco da Tolmezzo, a cinque secoli dalla morte, con un itinerario nel Friuli Occidentale partendo da Provesano. La chiesa parrocchiale di San Leonardo custodisce uno dei più significativi cicli di affreschi del pittore carnico, con la grandiosa scena della Crocifissione sulla parete di fondo dell’abside e gli episodi della Passione sulle fiancate di destra e di sinistra. Con questi dipinti, realizzati nel 1496, Gianfrancesco interpreta con l’uso del colore e la tecnica dell’affresco un’iconografia nordica, diffusa anche a sud delle Alpi mediante le stampe in bianco e nero, elaborata, tra gli altri, dal pittore alsaziano Martin Schongauer e dall’incisore olandese identificato dal monogramma IAM di Zwolle. Questa stessa tipologia di immagini è stata raffigurata da Gianfrancesco anche nella chiesetta di San Gregorio a Castello d’Aviano.
La Crocifissione
La scelta di dipingere sulla parete retrostante l’altar maggiore la drammatica raffigurazione della Crocifissione è molto innovativa per l’epoca. La scena è dominata dalla figura del Cristo appena spirato sull’imponente croce centrale, con il volto sofferente ma composto. Accanto a Gesù, però leggermente arretrati, sono rappresentati i due ladroni: il buono ha il capo reclinato, e, dopo il pentimento, sembra essere spirato tranquillamente, mentre l’altro è ancora in lotta con il demonio. Il sangue del Cristo, che esce dalle ferite, viene raccolto nei calici da due angeli. In basso a sinistra, in primo piano, è rappresentato il dolore della Madonna svenuta e sostenuta dal gruppo delle Pie Donne. In basso a destra, sempre in primo piano, sono raffigurati i soldati che si giocano ai dadi la veste di Gesù. Al centro c’è la lunga lancia con cui è stato trafitto il costato del Cristo. Il resto della scena è affollato da figure di militari a cavallo e da curiosi. Spiccano soprattutto i numerosi cavalli bianchi e rossastri, rappresentati con diverse prospettive. Lo sfondo è dedicato alla città di Gerusalemme.
La Passione
La fiancata di destra, divisa a metà dalla finestra gotica, è occupata da quattro scene della Passione: in alto a destra è rappresentata l’Ultima Cena di Gesù con i Dodici, in primo piano spicca Giuda con il sacchetto dei trenta denari; in alto sulla sinistra è rappresentato Cristo che prega nell’Orto mentre gli apostoli dormono. La narrazione prosegue nel registro centrale: a sinistra è rappresentata la cattura di Gesù, con in primo piano l’apostolo Pietro che sguaina la spada; a destra c’è la scena di Cristo condotto davanti al sommo sacerdote Caifa. Il registro inferiore presenta due scene apocalittiche. Il racconto della Via Crucis prosegue sulla fiancata di sinistra: nel registro centrale, a sinistra, è rappresentato il giudizio di Pilato che si lava le mani; al centro, la flagellazione alla colonna; mentre a destra c’è l’incontro con la Veronica lungo la via del Calvario. La parte ogivale in alto è divisa in due: a destra c’è la deposizione del corpo di Cristo nel sepolcro, mentre a sinistra la scena è occupata dalla Risurrezione. La parte bassa della fiancata di sinistra è riservata ai Dodici Apostoli secondo un’iconografia che Gianfrancesco era solito ripetere, soprattutto nelle chiesette della Carnia.
Il completamento
Le figure rappresentate sulla crociera gotica appartengono ad un iconografia tradizionale: i quattro dottori della Chiesa (Agostino, Ambrogio, Girolamo e Gregorio) rappresentati sopra le proprie cattedre a libreria, contornati da profeti dell’Antico Testamento. Si tratta di un tema che Gianfrancesco ha rappresentato in diverse occasioni, non solo in Carnia, ma anche nella chiesetta di Sant’Antonio abate a Barbeano di Spilimbergo. Nel sottarco gotico, con gli attributi che ne consentono l’identificazione, sono rappresentate dieci sante molto care alla pietà popolare: Orsola, Margherita, Apollonia, Lucia, Agata, Maria Maddalena, Agnese, Rosa, Barbara e Caterina d’Alessandria. I due piedritti sono a dedicati ai santi protettori contro la peste. Sulla destra c’è San Rocco, San Sebastiano sulla sinistra. Ad di sopra di questo c’è il cartiglio con la firma autografa dell’artista: "Zuane Francesco  D. Tolmezo depenzeva, 1496".

Antonio Martin

 


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